24 feb

Missione in Burundi

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Il sogno che cullavo dentro di me sin da bambina, era di andare in Africa ad aiutare coloro che erano meno fortunati di me, ed ecco che a Gennaio 2011 questo sogno iniziò a realizzarsi.

Quando sono ritornata dalla scuola missionaria il fr. Giordano Tinta leggeva degli annunci in chiesa e tra questi c’era anche quello della missione in Burundi organizzata dal fr. David Zic, così presi la decisione di partecipare. I mesi sembravano ancora tanti fino ad Agosto quando era prevista la partenza, però tra una preparazione e l’altra il tempo passava in fretta.

L’ultimo fine settimana di Luglio, mi sono incontrata con la maggior parte dei partecipanti al progetto a Lindach (Germania) per poi partire tutti insieme per l’Africa. In questi giorni trascorsi lì ci siamo preparati spiritualmente e moralmente per quello che dovevamo affrontare in Africa.
Finalmente il giorno della partenza è arrivato. Il primo di Agosto siamo partiti per il Burundi, e dopo un lungo viaggio di due giorni e una notte, finalmente eravamo vicini alla meta.
Nella dogana di Bujumbura abbiamo avuto diversi controlli non solo dei documenti ma anche dei bagagli. Dopo un paio di ore siamo partiti da lì con due bus per Gafumbegeti, la nostra meta.

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La strada all’inizio era buona, asfaltata, ma senza nessun segnale stradale. Per strada si vedeva un po’ di tutto: persono in bici che trasportavano sacchi o legna, mucche e vitelli, macchine, camion, persone a piedi o in moto. La maggior parte delle loro case erano costruite di terra e di legna, e quelle dei più ricchi erano costruite con i mattoni. La vegetazione prima povera, man mano che ci si addentrava nel paese diventava sempre più bella, si vedevano coltivazioni di banane ocunque, ogni tanto anche quelle di ananas, cotone, e altra frutta.

Un paio di villaggi prima della meta, due bus pieni dei nostri fratelli di chiesa ed una moto ci aspettavano per darci il benvenuto e per scortarci fino al campeggio, cantando e battendo le mani per tutto il tempo. Per chilometri interi siamo stati salutati dalla gente che aspettava il nostro arrivo.
Mesi prima della partenza il fr. David Zic ci diceva che avremmo ricevuto una banana, qualche noce e mezzo litro di acqua al giorno, e che per due settimane non ci saremmo lavati. Quando siamo arrivati lì, rispetto a quello che ci aveva detto, le condizioni erano molto buone. Avevamo da mangiare in abbondanza banane, avocado, ananas, verdura, pane integrale ed un litro e mezzo di acqua al giorno, e pensate, avevamo persino le docce. L’acqua era fredda, ma per noi andava lo stesso bene.

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Il giorno dopo il nostro arrivo c’è stata l’innaugurazione della clinica e della missione.
Il nostro lavoro lì consisteva nel dare assistenza medica, dare un pasto al giorno alle persone, e fare attività educativa con i bambini, giovani e adulti. Il facevo parte del gruppo che si occupava dei bambini. Ogni giorno per 5 ore andavamo nella scuola del villaggio dove c’erano circa 300-400 bambini. Le attività erano diverse: si insegnavano loro le storie della Bibbia, inni, suonare il flauto e disegnare. È stato un momento unico quando per la prima volta hanno iniziato a colorare. I loro occhi brillavano di gioia, e persino le mamme venivano a colorare con i bambini perché era una cosa nuova anche per loro. Avevamo anche delle ore quando si giocava con loro.
Alcuni di noi sono rimasti al campeggio per lavare e vestire i bambini. Le decce erano vicine alla clinica. Stando lì si sentiva il pianto dei bambini in continuazione, era un pianto di dolore. La maggior parte dei bambini aveva infezioni nelle orecchie e nella bocca. Ho visto alcuni bambini che soffrivano di malnutrizione, il loro pancino era gonfio, mentre il resto del corpo era solo pelle e ossa. Serviva tanta forza per resistere a quello che si vedeva lì.
Alla clinica arrivavano persone con ogni tipo di malattia. Alcuni potevano essere aiutati, mentre altri no perché non avevano le medicine per quelle specifiche malattie. Ogni giorno venivano visitate circa 200-250 persone da solo due medici. Tante persone sono state salvate grazie al lavoro svolto dall’equipe medica.
Il momento culminante della missione è stato l’ultimo giovedì quando due signore hanno pertorito nella clinica due bambine. Le mamme hanno voluto che noi dassimo il nome alle bambine. Una l’abbiamo chiamata Victoria e l’altra Gloria.
Alche il gruppo che si occupava della preparazione del cibo, ha dovuto lavorare duramente, perché ogni giorno dovevano sfamare 600-700 persone.
Una domenica siamo andati in una città lì vicino per una campagna evangelistica dove è stato presentato un tema sulla salute e uno sul ritorno di Gesù. Dopo il programma spirituale siamo andati per le strade della città a distribuire volantini. È incredibile come le persone sono aperte per ricevere il messaggio del Vangelo. Stavi fermo in un posto ed eri circondato dalle persone che si spingevano fra di loro e con le braccia distese per ricevere un volantino. In quel giorno abbiamo distribuito migliaia di volantini.
Il giorno del nostro ritorno è arrivato in fretta. Abbiamo dovuto lasciare lì le persone che avevano ancora bisogno del nostro aiuto. Ringrazio il signore per questa bella esperienza e per essere stato con noi durante questo periodo pieno di difficoltà.
Semida Sascau ,
Monfalcone – Trieste

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